Cento ragazzi nell’aula magna del liceo Copernico di Torino fino alle 23,30, venerdì 5 febbraio mentre fuori nevica. A discutere appassionatamente sul tema dell’immigrazione a partire dai fatti di Rosarno con un rappresentante di Libera, un’addetta stampa del PdL in Provincia, un’operatrice sociale di strada, un ragazzo afgano, una ragazza brasiliana e una dell’Ecuador. Ecco cosa di buono può produrre la scuola italiana, proprio nel momento in cui la stanno mettendo al tappeto.
Bellezza femminile. Un concetto al giorno d’oggi sottovalutato e spesso strumentalizzato, fino a diventare pretesto per giustificare operazioni di chirurgia plastica o servizi fotografici ai limiti del volgare. Eppure scorrendo le immagini delle opere realizzate dal pittore fiammingo del Seicento Pieter Paul Rubens, che rappresenta l’ideale di perfezione e bellezza in voga nel corso del suo secolo, tutto questo non c’è. Il talento è indiscusso, le composizioni sono equilibrate e curate nei minimi particolari: che per noi si tratti di bellezza, tuttavia, non è affatto scontato.
Secondo il principio neoclassico, l’arte e la letteratura devono mirare al bello ideale attraverso una nobile semplicità così da trasfigurare la realtà materiale in forme perfette. Perciò la bellezza viene espressa dall’arte classica, come si può vedere per es. dalla scultura di Canova Paolina Bonaparte come Venere vincitrice: l’opera idealizza il personaggio vivente di Paolina secondo il modello di Venere, antica divinità pagana.
Tristram Stuart, scrittore e storico inglese, si nutre quasi esclusivamente di cibo recuperato dai supermercati e dai cassonetti della spazzatura. Non è una cattiva idea, dopotutto, specialmente se si è consapevoli del fatto che tra il 30 e il 40% del cibo prodotto viene scartato e distrutto ancora commestibile: supermercati e commercio all’ingrosso stabiliscono infatti date di scadenza anticipate per tutelarsi da eventuali errori.
Alla cortese attenzione del
signor Cesare Beccaria
Quarta balza
Purgatorio
Egregio signor Cesare Beccaria,
Le scrivo questa lettera per informarLa di come vada il mondo, sì, insomma, di come si viva nel 2009.
Baarìa, l’ultimo film con cui il registra Giuseppe Tornatore ha dichiarato di voler finire la carriera, ha riscontrato un grande successo, perché è un film che racconta una storia che appartiene a tutti. Infatti la freccia che penetra nel cuore degli italiani è la fusione tra la storia di una famiglia di Bagheria, piccolo comune di Palermo, con quella italiana che va dagli anni 20 sino agli anni 80, una storia che rappresenta la vita dei nostri bisnonni, nonni e genitori.
3 agosto, Dar es Salaam (Tanzania)
Quando siamo usciti dall’aeroporto sembrava di essere in un altro mondo. Gli odori, le persone, le case. Era tutto diverso. Persino le strade sembravano avere preso un’altra forma. Eravamo puntini bianchi osservati da mille curiosi occhi scuri che furtivi seguivano i nostri passi. Ci scrutavano attenti, ma consapevoli della nostra presenza; sapevano perché eravamo lì, perché eravamo giunti in un paese povero dalle nostre ricche abitazioni di bianchi; sapevano perché avevamo lasciato la nostra “bella vita” per giungere fino da loro; sapevano che avevamo bisogno di aiuto: sapevano che dovevamo riscoprire l’amore per il prossimo.
È sorto per l’ennesima volta il problema che più di tutti preoccupa il calcio italiano: quello degli ultrà. Secondo il ct inglese Fabio Capello il nostro calcio sarebbe nelle mani degli ultrà e i club non farebbero rispettare le leggi proprio perché intimoriti o ricattati dagli ultrà stessi.
Si sta per svolgere la Conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen, dove i grandi della Terra decideranno le sorti del nostro pianeta in materia di clima. Sebbene il G20 di Pittsburgh si sia concluso con la promessa di «intensificare i nostri sforzi, in cooperazione con le altri parti, per raggiungere un accordo a Copenaghen», si ha l’impressione che tale accordo, che dovrebbe sostituire l’ormai superato Protocollo di Kyoto, sia lungi dall’essere raggiunto.
Il 3 novembre hanno fatto visita alla redazione di Kopernik tre animatori di Acmos: Isabella, Ilaria e Ezio. Chi sono? E che cos’è Acmos? Ci risponde Isabella, che ha 25 anni e vive in un edificio espropriato ai mafiosi.
«Acmos è un ramo di Libera, l’associazione che riunisce le associazioni dell’antimafia operando a livello nazionale. Nasce nel 1999 da un gruppo di giovani, provenienti da diverse esperienze di volontariato e di impegno sociale, prevalentemente a Torino e provincia, accomunati dal desiderio di cercare insieme percorsi di solidarietà e giustizia, di partecipazione e responsabilità. Io sono la coordinatrice degli animatori aderenti al progetto Scu.ter (Scuola Territorio), che è attivo già in diversi istituti».
