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nov.09

Vi ricordate il concorso del logo per il liceo, indetto l’anno scolastico scorso in occasione del trentennale del nostro istituto?

Partendo dal mio progetto a tempere e acquarelli che l’anno passato ha vinto il secondo premio al concorso del logo, Barbara Carnovale, la professoressa di arte Varengo ed io abbiamo deciso di impegnarci durante tutto l’arco di quest’anno nella realizzazione in ceramica del disegno.

Rappresenta il sistema solare, nella struttura eliocentrica sostenuta da Niccolò Copernico. Al centro il disco solare e tutt’intorno i pianeti, in un vortice di orbite pennellate.

Partendo dal blocco di argilla bianca è stata creata una base, un piano circolare, steso e livellato, sul quale si è poi proceduto alla suddivisione in quattro spicchi più una sezione circolare centrale. Rifacendosi al disegno si è poi cercato di riprodurre le pennellate circolari che danno il senso delle orbite concentriche intorno al Sole con delle incisioni più o meno profonde; linee evidenziate mirano a riprodurre i raggi solari che dal centro si diffondono e investono i pianeti che ruotano intorno.

A parte sono stati poi creati i pianeti, di varie dimensioni e  decorati con diversi strumenti tra i più comuni (dalla spugna alla forchetta). Dopo un periodo di pausa volto all’asciugatura dei pezzi, il tutto è stato sottoposto ad una prima cottura in un forno apposito che ha raggiunto i 940°C, rendendo la ceramica più leggera e bianca (ad eccezione di alcuni pianeti fatti appositamente con argilla rossa e nera per ottenere colorazioni differenti).

Per procedere alla colorazione sono stati impiegati gli smalti. Gli smalti sono colori che si presentano sottoforma di polveri, molto pericolose perché generalmente a base piombica. È stato necessario infatti dotarsi di guanti in lattice e mascherine, per non inalare le polveri tossiche durante la colorazione. Le polveri degli smalti sono di colori molto differenti da come diverranno in seguito alla cottura;

vengono miscelati ad acqua e stesi abbondantemente sui pezzi di ceramica, sui quali immediatamente evapora l’acqua, lasciando uno strato di polvere colorata, simile a gesso. È stato necessario fare attenzione a lasciare “bianchi” gli spazio destinati all’incollatura dei pianeti, poiché sullo smalto cotto la colla avrebbe avuto poca presa. Per riprodurre l’effetto nebuloso delle spugnature del disegno di partenza, è stato spruzzato lo smalto in piccole goccioline utilizzando uno spazzolino da denti.

La seconda cottura che ha raggiunto i 960°C ha reso lo smalto lucido e  vetroso e ha rivelato i veri colori utilizzati. (In alcuni punti lo smalto ha creato delle bolle che sono esplose in alcuni punti, in altri no.) Infine intorno al corpo centrale sono stati incollati i vari spicchi su una base, precedentemente colorata ad acrilici, e poi incollati i pianeti per completare la composizione.

Si ringrazia, per la riuscita di questo progetto, la scuola per aver messo a disposizione i locali nelle ore pomeridiane, ma soprattutto la prof. Varengo per l’impegno e la pazienza impiegati in un lavoro così lungo, il tempo dedicato addirittura nel proprio giorno libero, l’acquisto di tutti i materiali necessari e lo stesso forno indispensabile per la cottura della ceramica e dello smalto.

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