È sorto per l’ennesima volta il problema che più di tutti preoccupa il calcio italiano: quello degli ultrà. Secondo il ct inglese Fabio Capello il nostro calcio sarebbe nelle mani degli ultrà e i club non farebbero rispettare le leggi proprio perché intimoriti o ricattati dagli ultrà stessi.
L’ex allenatore di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, è stato pienamente appoggiato dall’attuale ct della Roma, Claudio Ranieri: quest’ultimo, per evidenziare l’influenza che i tifosi esercitano sulle scelte dirigenziali, ha descritto un episodio capitatogli quando allenava ancora la Juve. Un centrocampista dell’Inter, Dejan Stankovic, lo scorso anno, è andato molto vicino a un trasferimento in maglia bianconera, ma, dopo le infinite proteste dei tifosi che lo ritenevano un giocatore “non degno” di indossare quella maglia in quanto interista, la società ha puntato sull’acquisto di altri giocatori. In questo inizio di campionato, Stankovic, come ha sottolineato lo stesso Ranieri, sembra essere uno dei giocatori più in forma del momento. Scontate sono poi state le difese dell’allenatore della Juve, Ciro Ferrara, nei confronti della dirigenza bianconera, sostenendo che era già stato deciso in partenza di non acquistare quel giocatore per investire su altri.
Al di là di semplici polemiche oggi restano comunque pesanti accuse contro gli ultrà di varie squadre, prima tra tutte il Milan: un gruppo di estremisti avrebbe infatti ricattato la dirigenza, imponendole di fornire biglietti per le partite gratis o a prezzi irrisori, altrimenti avrebbero creato gravi problemi alla società. Ma il Milan non è l’unica squadra ad avere avuto questi problemi: alcuni episodi, altrettanto eclatanti, sono capitati a Bologna e Roma, con altrettanti pesanti ricatti.
Queste vicende, che purtroppo stanno verificandosi con una frequenza sempre maggiore, non fanno altro che dare ragione alle affermazioni di Capello e di Ranieri: gli ultrà «hanno in mano il calcio italiano».
Questa delicata situazione, per cui gli stessi presidenti delle varie società si vedono costretti a cedere a continui ricatti, senza riuscire quindi ad applicare le leggi in vigore, richiederebbe un aiuto esterno, come ad esempio quello del Viminale. Proprio per questa incapacità (sia pur involontaria) da parte della società e della stessa Federcalcio di gestire le situazioni, si pensa di introdurre la tessera del tifoso, in cui c’è forse l’unica speranza di fermare questo fenomeno. Tale tessera prevede infatti una schedatura di ogni abbonato: in questo modo, in caso di atti vandalici o di ogni forma di violenza nello stadio, i colpevoli saranno riconosciuti con una facilità nettamente superiore a prima, dal momento che le persone non schedate (che non vanno cioè allo stadio tutte le domeniche) difficilmente sono state incolpate di questi tipi di reati.
La serie A rientra tra i tre campionati di calcio più importanti in Europa (e quindi nel mondo), dietro solo alla Premiership inglese e alla Liga spagnola: è pertanto un dovere di chiunque pratichi o ami lo sport fare in modo che il problema degli ultrà non danneggi più l’immagine del nostro calcio.
